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La via della montagna

Evoluzione del significato della scalata nelle Dolomiti, palestra dell'alpinismo mondiale

“La Via della Montagna” ripercorre le tappe dell’evoluzione dell’alpinismo dolomitico dall’inizio delle prime esplorazioni a metà del secolo XIX agli anni ottanta del XX, raccontando come nell’arco di centotrent’anni i primi esploratori e cacciatori di camosci siano diventati scalatori sempre più abili e temerari, fino a dedicarsi totalmente, anima e corpo, al raggiungimento di un traguardo che non era più la vetta, ormai già esplorata, bensì un’ascensione tecnicamente sempre più ardua. Ma se la cronaca ha registrato puntualmente il prodigioso e progressivo spostamento in avanti del limite delle difficoltà celebrando l’ultima e più estrema scalata come un frutto saporito e sorprendente delle molteplici risorse umane, la storia, a posteriori, non può non tener conto della fertilità e della cura del terreno da cui questo frutto è stato generato. Allora si scoprirà che a spargere il seme di una passione così forte, alimentata sì da smanie esplorative e da aneliti di gloria effimera, ma anche da quel bisogno di espansione e di elevazione fisica e spirituale che appartiene all’incertezza e alla caducità umana, furono gli intellettuali e che furono Venezia e Trieste paradossalmente i porti di partenza dell’alpinismo italiano; che proprio sulle Dolomiti si sviluppò il concetto di sport dell’arrampicamento e che le stesse divennero poi la palestra di quegli scalatori formidabili che salirono sulle vette più alte e più difficili della terra. “La Via della Montagna” ripropone gli avvenimenti salienti collocandoli all’interno del contesto storico,  sociale e politico delle varie epoche, senza trascurare l’elemento individuale, e quindi psicologico, dei protagonisti: le ispirazioni e le forzature, i sentimenti autentici e l’emulazione, il puro piacere dell’arrampicata e il furore della conquista, la voce interiore e i condizionamenti esterni. In due parole: la poesia e la prosa dell’alpinismo.

Sommario:

5 Prefazione,di Talo Zandonella Callegher
9 Introduzione
15 I pionieri: scienziati,cacciatori, avventurieri
33 Cavalieri e Diavoli della montagna
41 Venezia e Trieste: porti di partenza dell'alpinismo italiano
49 I sacrificati: guerra in Dolomiti, montagne di confine
56 I capolavori: le pareti nord del Pelmo e della Civetta
80 Gli Eroi: scalatori nel mito di Sigfrido
136 L'intellettuale: la montagna vissuta e raccontata da Bepi Mazzotti
144 I conquistatori delle più ardue pareti
169 I Ragni: conquista dell'immpossibile e decadenza dell'ideale
190 I Draghi: ritorno all'ideale e al mito di Sigfrido
200 Gli specialisti: culto dell'arrampicata
213 Riflessione conclusiva
215 Illustrazioni
247 Elenco delle principali ascensioni
261 Indice degli alpinisti
Indice delle montagne
271 Bibliografia

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