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Sulle vie della sete, dei ghiacci e dell'oro

Ardito Desio

Ardito Desio (Palmanoval 18 aprile 1897 - Roma 12 dicembre 2001). Laureatosi in Scienze Naturali a Firenze nel 1920, prestò servizio come assistente negli Istituti di Geologia delle Università di Firenze, Pavia e Milano. In quest'ultima università fondò l'Istituto di Geologia, che attualmente porta il suo nome, e lo diresse dal 1927 al 1972. Dal 1930 al 1967 fu Professore incaricato di Geologia Applicata all'Ingegneria al Politecnico di Milano. La sua attività scientifica è documentata da oltre 400 pubblicazioni che illustrano i risultati delle ricerche svolte in Italia e in vari Paesi dell'Asia e dell'Africa. Organizzò e diresse una quindicina di spedizioni scientifiche, fra le quali quella che scalò per prima il K2. Progettò e realizzò un laboratorio scientifico in una piramide di acciaio, alluminio e vetro, in grado di funzionare come laboratorio di ricerca ad alta quota, che nel 1990 fu installata a 5050 metri d'altezza, sotto la cima dell'Everest. Ma i maggiori risultati delle sue ricerche li ottenne in Libia negli anni 1926 - 1940. Oltre al rilevamento e alla pubblicazione della carta geologica di questo vasto territorio, al rinvenimento di acque dolci nel sottosuolo in numerose località, nel 1932 scoprì un giacimento di sali potassici nell'Oasi di Marada e soprattutto l'esistenza del petrolio nel sottosuolo di quel Paese. Fu il primo Presidente dell'Associazione Nazionale dei Geologi Italiani e Presidente del Comitato Geologico per sette anni.