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Una storia esemplare della Grande Guerra

Dall'epistolario del sergente Giuseppe Ranieri da Soriano Calabro (1915-1916)

Le missive che Giuseppe Ranieri scrisse giorno dopo giorno alla moglie Maria Farina a partire dal richiamo alle armi nel settembre 1915 fino al giorno della morte sul monte San Michele (8 agosto 1916) formano un diario prezioso in cui l’Autore descrive gli avvenimenti della giornata e i rapporti con i suoi commilitoni, ergendosi a portavoce di una piccola comunità calabrese di contadini-soldato trapiantata nelle trincee tra le gole delle alpi Carniche.
Ma il carteggio rappresenta anche una straordinaria testimonianza personale che riflette i sentimenti di un soldato che aveva un figlio, una moglie incinta, una sorella inferma e una madre da mantenere, eppure era stato mandato in trincea a combattere quella smaledetta guerra, secondo la sua definizione. Invocando la bella pace che noi aspettiamo con le nostre vittorie, si sacrificava per la Patria compiendo atti valorosi e manifestando una solidarietà umana che a partire dallo spirito di plotone che lo univa ai suoi ufficiali giungeva a unirlo in un abbraccio ai nemici austriaci fatti prigionieri durante la conquista del trinceramento sulla cima 4 del Monte S. Michele: lo tutti dissarmati, e loro dicevano bravi Italiani e mi baciavano la mano, tanto che vi erano 3 capitani e mi abbracciaro come un suo figlio. 
Il protagonista della storia “narrata” dall’epistolario rispecchia un tipo di personalità le cui doti di autocontrollo e temperanza appaiono in contrasto con il culto dell’eroismo bruto che pervase la retorica del periodo postbellico fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Oggi, a cent’anni di distanza, si tende piuttosto a dar risalto alle atrocità commesse nei confronti dei soldati italiani. E tuttavia, se si considera che la Grande guerra è pur sempre un atto fondativo della Nazione Italiana, è auspicabile una riflessione politico-culturale che oltre alle manifestazioni di eroismo e di sacrificio prenda in maggior considerazione anche il comportamento sociale dei soldati durante il conflitto.

a cura di Raggi Antonio

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