Grande AtlanticoCargo ship stories
Autore: Marco Ciriello, Maria Vittoria TrovatoEditore: Lettera Ventidue Pubblicazione: 2010 - Siracusa Volume: 93 pagine € 18,00 Prodotto disponibile
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Odore di nafta nell’aria, nostalgie strette alle ringhiere. E fuma �" la "Grande Atlantico"�" sotto cieli immensi che si aprono e chiudono. Va da Buenos Aires ad Amburgo, ferma a Paranagua, Santos e Rio, poi supera l’equatore, tocca Dakar e dice Europa del nord. Avanti e indietro, sull’Atlantico, prigioniera di un andirivieni dettato dal mercato. Dimenticate Melville, Conrad, Stevenson quelli vanno bene per superare certi pomeriggi, sognare altri mondi. La vita per mare oggi, è diversa: meno romanticismo, molto lavoro, poche parole.
La rotta è una linea sul radar, mentre fuori, la nave, attraversa acqua e paga schiuma all’oceano. Odore di nafta nell’aria, nostalgie strette alle ringhiere. E fuma �" la “Grande Atlantico”�" sotto cieli immensi che si aprono e chiudono. Va da Buenos Aires ad Amburgo, ferma a Paranagua, Santos e Rio, poi supera l’equatore, tocca Dakar e dice Europa del nord. Avanti e indietro, sull’Atlantico, prigioniera di un andirivieni dettato dal mercato. Nella pancia della nave: jeep Nissan, furgoni Mercedes, utilitarie Fiat e Volkswagen, camion Iveco, grandi trattori e Caterpillar. Sul deck principale, a prua, invece: duecento container. La nave è meticcia �" compagnia italiana: Grimaldi, bandiera svedese �" natura che conferma anche nella merce. L’equipaggio: 9 svedesi, 20 filippini. Gli svedesi affrontano con normalità la distanza dalle loro città, dove ritornano dopo sei settimane, soffrono molto di più i filippini che tornano (quando va bene) ogni sei mesi. Chi ha letto John Fante sa che i filippini spartivano con gli italiani la sofferenza in America, poi, noi siamo andati a stare bene e loro sono rimasti indietro. Ma ci somigliano ancora tanto: romantici, fanno gruppo, enorme nostalgia di casa, legatissimi alla famiglia. Si aiutano fra loro: gli ufficiali filippini si preoccupano molto dei marinai. Ipercattolici, diligenti, scrupolosi, lavorano sempre col sorriso e seguono ogni operazione con la massima cautela. La loro formazione è trasversale da due secondi ufficiali, un ingegnere in sala macchine fino a tutti i ruoli base. Lavano, saldano, cuciono la nave, che sentono loro. E la sera, sfiniti, cantano. Karaoke con immagini della loro isola: uno strano modo di combattere la nostalgia, conoscono a memoria le canzoni pop americane, ripassano l’inglese per il lavoro cantando l’amore. O giocano alla playstation: corse d’auto e moto, sanno tutto della Ferrari e di Valentino Rossi. Leggono la bibbia, ognuno ha un angolo di nave dove prega guardando l’oceano che rappresenta l’immensità di Dio, e la terra è sempre paradiso. Gli svedesi, non credono in niente: eccetto in se stessi, non votano, e per loro l’oceano è solo un compagno di viaggio, a volte silenzioso, altre troppo invadente. Hanno i ruoli di comando e quelli di raccordo come il nostromo, cabine asettiche e famiglie sfasciate, ascoltano musica punk, guardano film americani. Se gli chiedi della Svezia ti parlano della bellezza della natura non della società o della politica. Non gli manca nessuno, l’oceano è il loro lavoro, l’hanno scelto, inutile soffrire, e le tempeste: sono solo una giornata storta. Sembrano fatti per stare con i filippini, due mondi diversi, incollati per darsi forza. A unirli: un rigoroso senso del dovere. Il lavoro è sacro, il rispetto degli altri pure, la libertà uguale. Guardandoli per giorni e giorni, viene da pensare che gli svedesi siano così razionali perché hanno tutto, quindi nessun bisogno di Dio, trascinandosi dietro la stanchezza delle loro conquiste, mentre, i filippini non hanno nulla, tutto da conquistare, costruire, e sperano dell’aiuto di Dio o almeno nel suo mancato astio. Sulla nave si parla poco, c’è molto misticismo, giorni di vento che pare uno straccio steso al sole, altri di strana euforia in prossimità della terraferma. Tutti, vorrebbero più tempo per vedere le città dove attraccano. guarda il video su Ultrafragola.it http://www.ultrafragola.it/it/03264/2225/page.html Testo italiano e inglese