![]()
Tarolli V. |
![]() "EROI
DELLA GRANDE GUERRA"
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storie di decorati con medaglia d'oro al valor militare Sul Carso, sul Piave, sull'Adamello, sulle Dolomiti, sul Grappa come sul Montello. Su ogni fronte della Grande Guerra non sono mancati casi di eroismo ad opera di soldati che hanno messo la loro vita a disposizione della patria. Non semplici militari, di per sé già disposti a cadere sul campo di battaglia, ma uomini di grande ardire, forti di un coraggio che li portò a intraprendere con sconcertante serenità e grande determinazione operazioni impensabili per i loro commilitoni.
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Wachtler M. |
![]() "UOMINI IN GUERRA LA GRANDE GUERRA
TRA I MONTI"
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dalle Alpi Carniche alle Dolomiti, Dall'Ortles all'Adamello Si tratta della prima guerra, dove i massmedia hanno conquistato un ruolo importante. Come i combattenti hanno visto veramente la Guerra, con immagini e i fatti che hanno fatto storia.
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Wachtler M.
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Obwegs G. ![]() "DOLOMITI LA GRANDE GUERRA"
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molti documenti inediti, oltre 400 fotografie Michael Wachtler e Günther Obwegs non vogliono in questo libro descrivere per l´ennesima volta i settori del fronte o le date della cosiddetta "Grande Guerra" che è stata combattuta nelle Dolomiti, ma si propongono di mettere l'uomo al centro della narrazione
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Wachtler M.
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Giacomel P. Obwegs G.
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![]() "DOLOMITI GUERRA DOLORE E MORTE"
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allegato il volume "LA PACE FRA NOI" di Wachtler M. Guerra Mondiale: nelle Dolomiti ebbero ovunque luogo aspri combattimenti. Ciò nonostante, lassù tra i monti, degli uomini vollero ricercare la pace. Queste "anime buone" sono i veri eroi. Mentre giù in pianura i comandanti militari sacrificano inutilmente
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Wampl M. |
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"PAESAGGI DEL FRONTE"
Dolomit di Sesto 1915-1917
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Un volume illustrato singolare: 165 fotografie in bianco e nero a raggi infrarossi evidenziano forti contrasti: la bellezza immutabile delle montagne e le alterazioni causate dalla prima guerra mondiale sulla linea del fronte, nel tratto dal crinale carnico alle Dolomiti di Sesto ed al Monte Piana
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Castagna A.
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Gattero C. Xompero P.
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![]() "IL BATTAGLIONE ALPINI MONTE
BERICO NELLA GRANDE GUERRA"
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Val Terragnolo, Pasubio, Vallarsa, Monte Majo, Bainsizza, Caporetto, Altopiani. Secondo le cifre ufficiali del Ministero della Guerra, tra morti e dispersi il battaglione Monte Berico ebbe 1493 perdite, oltre a 910 feriti. Fu quindi il battaglione più colpito tra quelli del 6° reggimento alpini e uno dei più decorati, a dimostrazione del valore di questo reparto. Nato alla fine del 1915, il Monte Berico fu impiegato nei combattimenti che per tutto il 1916 si svolsero sul Monte Pasubio, in Vallarsa e in val Posina. Nell'anno successivo il battaglione partecipò alla battaglia della Bainsizza e, poco dopo, fu coinvolto nella tragedia di Caporetto dalla quale, tuttavia, riuscì a sopravvivere grazie allo spirito di corpo degli alpini e alla fermezza dei suoi ufficiali. Ricostituito più volte, il battaglione partecipò alla battaglia d'arresto sull'altopiano di Asiago, distinguendosi sul monte Badenecche e successivamente in val Brenta.
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Krauss A. |
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![]() "SUL GRAPPA NON SI VINCE!"
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(a cura di Paolo Pozzato e Ruggero Dal Molin) Sul Grappa non si vince! rappresenta, dopo Il "miracolo Caporetto" e la replica degli interessati in Sui monti o lungo le valli, l'ultimo atto della polemica che contrappose l'ex-comandante del I C.d.A. austro-ungarico ai titolari delle sue Divisioni e all'ex-capo di S.M. del Gruppo d'esercito Conrad relativamente al successo ottenuto nella conca di Plezzo ed alla sconfitta subita ad opera dei difensori italiani del Grappa. Oltre ad una lunga serie di importanti dettagli relativi a due battaglie decisive della Grande Guerra in Italia, il lettore vi troverà una lucida esposizione della dottrina tattica e strategica di una delle migliori "menti pensanti" dell'esercito austro-ungarico.
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Cappellano F.
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Offelli S.
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![]() "LE BOMBE A MANO E DA FUCILE ITALIANE
DELLA GRANDE GUERRA" storia, evoluzione e caratteristiche
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Il libro, frutto di una onerosa e certosina ricerca nei fondi dell'archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e di approfonditi esami su reperti conservati nei musei, analizza l'evoluzione di questi ordigni nel corso del conflitto 1915-1918 e le normative per il loro impiego emanate dai vari comandi, ed infine illustra i vari modelli impiegati dal Regio Esercito. È corredato da una ricca documentazione iconografica, in parte d'epoca, comprendente fotografie e disegni degli ordigni, oltre ad immagini del loro impiego al fronte ed in addestramento.
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Seccia G. |
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![]() "GAS" la guerra chimica
sui fronti europei nel primo conflitto mondiale
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Gas, gas, gaas! Un grido di allarme, paura e angoscia, che iniziò a risuonare nelle trincee della prima guerra mondiale. È la storia di un abominio, ripercorsa e raccontata, giorno per giorno, negli esperimenti di laboratorio come negli eccidi sul campo, a partire da quel 22 aprile 1915 quando una nube di cloro da 170 tonnellate si levò sul saliente di Ypres. A quella drammatica prima, firmata dai tedeschi, seguirono decine di bombardamenti esiziali promossi da tutti gli eserciti in lotta che, per difesa o contrattacco, si videro improvvisamente costretti a violare le più umane raccomandazioni delle Conferenze internazionali. La scienza e l'industria al servizio del male per la creazione e il perfezionamento di armi che l'uomo conobbe e subì per la prima volta; le agghiaccianti testimonianze di soldati, ufficiali e scienziati; i primi attacchi; le tecniche di difesa e di addestramento; gli incidenti e le cure sanitarie; le conseguenze sui civili; gli interventi della stampa, della pittura e del cinema.
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Bultrini N.
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Casarola M.
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![]() "GLI ULTIMI" i sopravvissuti
ancora in vita raccontano la Grande Guerra
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Un libro che fa onore all'Italia. A quell'Italia fatta di soldatini volenterosi e strenuamente legati alla Patria, a dispetto della fifa che gli scorreva dalle stellette ai calzoni, della mitraglia che stendeva come mosche i compagni con cui partivano per la trincea avversa, delle decimazioni che, per una conquista fallita, finivano per colpire poveri innocenti. Ancora una volta, ultracentenari, questi uomini hanno avuto la forza di raccontare, di assecondare ciò che hanno avvertito come il dovere di tramandare ai figli dei figli il ricordo di quei giorni, prima e dopo Caporetto. Resoconti drammatici di reduci ultracentenari che da tutta la penisola si sono ritrovati nuovamente su un fronte comune, quello della testimonianza scritta. Ed è un libro rivolto tanto ai giovani, destinatari elettivi di ogni messaggio che parli di guerra, affinché in guerra non si torni, affinché ancora a lungo possano comprendersi l'origine del proprio Paese e le pieghe dei propri confini.
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Caimi M.
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Simonetti Federspiel M.
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"1915-1917 IMMAGINI DELLA GRANDE
GUERRA IN VAL DI FASSA E FIEMME" |
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Vianelli M.
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Cenacchi G.
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![]() "TEATRI DI GUERRA SULLE DOLOMITI"
1915-1917:guida ai campi di battaglia
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Le Dolomiti hanno visto tra il 1915 e il 1918 alcune delle azioni più significative della Prima guerra mondiale. E ancora oggi ne portano i segni: tra corde e sentieri, sono ben visibili trincee, piloni di teleferiche, buche di granate. Questo libro, corredato da centinaia di fotografie d'epoca in bianco e nero più alcune immagini a colori degli scenari attuali, racconta le vicende storiche della Grande Guerra sulle Dolomiti, suggerendo inoltre una serie di itinerari di diverse difficoltà per andare alla scoperta dei luoghi in cui la storia è stata protagonista.
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Meregalli C. |
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![]() "GRANDE GUERRA SUL PIAVE"
l'estrema barriera d'Italia
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6 luglio 1918. Finisce la lotta alle foci del Piave. Gli austroungarici si "sganciano", l'isola del Piave è sgomberata. La riconquista del delta riporta la linea italiana lungo tutto il corso del fiume, da Pederobba all'Adriatico. É il segnale per l'opinione pubblica, per gli alleati, per i comandi militari, anche per i soldati, che la Duplice Monarchia è sul viale del tramonto. Da quel giorno in poi, l'evento bellico corre in discesa, verso l'epilogo di Vittorio Veneto. Scrisse anni dopo il generale tedesco von Ludendorff: "Ci sentimmo soli. Vedemmo allontanarsi fra le brume del Piave quella vittoria, che eravamo già certi di cogliere sulla fronte di Francia". Si concludevano i giorni di passione sul Piave, iniziati nel novembre 1917 con il drammatico ripiegamento italiano, proseguiti con la "battaglia d'arresto", la fortificazione delle linee e la furiosa e decisiva "battaglia del solstizio". Furono lunghi mesi di "resistenza" e di ricostruzione italiana, fino alla finale totale sconfitta austroungarica, che Carlo Meregalli ripercorre con la consueta precisione, conducendo il lettore passo passo sul terreno, con l'aiuto di documenti, fotografie, tabelle sinottiche, attraverso le vicende di un confronto cruento e crudele, combattuto da tutti con la consapevolezza che non c'era rete di protezione. Che o si teneva, o si finiva "tutti accoppati".
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Meregalli C. |
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![]() "GRANDE GUERRA STRAFEXPEDITION"
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Conrad: <<Annientate l'Esercito italiano! >> Con la sua consueta formula che tanto piace agli appassionati e che permette anche ai non specialisti di farsi un'idea realistica degli avvenimenti della Grande Guerra, con una spiegazione chiara e semplice, con l'ausilio di precise cartine esplicative, di tabelle riassuntive, e di un repertorio di significative immagini d'epoca, Meregalli narra i giorni di passione degli Altipiani, analizza soprattutto le strategie, gli errori, le sottovalutazioni degli strateghi. Racconta la psicosi che si era già allargata tra la popolazione civile, dietro le linee (ad esempio nella Valle del Brenta), spaventata e rassegnata all'invasore.
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Bortot P. |
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![]() "I FORTI DEL KAISER" opere
corazzate nel Sud-Tirolo italiano 1900-1915
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I primi anni del ‘900 furono caratterizzati da un periodo di pace e di relativo benessere. Dietro la cortina della normalità si stavano però sperimentando nuove tecnologie militari che di lì a qualche anno avrebbero rivelato per intero le loro capacità di annientamento e distruzione. Paolo Bortot racconta in sintesi la crescita delle opere fortificate nel Sud-Tirolo italiano al confine della Lombardia e del Veneto analizzando poi i documenti originali inediti appartenuti al Imperial-Regio Ministero della Guerra riguardanti i piani di fortificazione di inizio secolo predisposti dallo Stato Maggiore austro-ungarico in previsione di una guerra con il confinante Regno d’Italia. L’Autore, consultando fonti documentarie e bibliografiche del periodo, fornisce inoltre elementi della società e dell’economia di alcune popolazioni che parteciparono alla costruzione delle fortezze affiancando alle caratteristiche costruttive e tecnologiche degli edifici militari gli elementi della vita dell’epoca. I dati tecnici sono stati rilevati dagli schemi progettuali originali inediti; le descrizioni architettoniche derivano invece dal confronto delle planimetrie originali con gli elementi presenti ancora oggi sul territorio. L’analisi storico-critica e tecnologico-architettonica ha messo in luce come le opere corazzate moderne realizzate dal Genio militare austro-ungarico, iniziate con l’edificazione delle forme plastiche di Forte Garda, abbiano portato all’applicazione nella pratica costruttiva delle teorie di “Scienza delle fortificazioni” con realizzazioni nel campo mai più superate. Esse costituiscono infatti l’unico gruppo di sbarramenti d’Europa che non fu battuto in combattimento. Il libro è stato realizzato per il lettore che vuole rendere viva la storia attraverso l’apprendimento generato dal confronto fra il dato materiale e la ricostruzione intellettuale. Il volume, accompagnato da una ricca documentazione fotografica di archivio e da inedite rielaborazioni grafiche dell’Autore oltre a schemi tecnici originali dei principali armamenti, si apre nel finale sul presente diventando così anche un agile strumento nella pianificazione delle escursioni sul campo dove, immersi in panorami di incomparabile bellezza, si potrà raggiungere una comprensione profonda del “fenomeno fortificatorio” nel Sud-Tirolo italiano.
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Covolo R. |
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![]() TUTTI EROI"
L A GRANDE GUERRA SULL'ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI
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Semplice ed esauriente ricostruzione generale dell’evento bellico, in particolare di tre grandi battaglie combattute sul M. Ortigara (il calvario degli alpini), - sullo M. Zebio, (la montagna della Brigata Sassari) - e sui M. Valbella, Col del Rosso e Col d’Ecchele (la battaglia dei tre Monti) con sintetiche cartografie dei luoghi dove sono avvenute queste battaglie e tre episodi, raccontati e vissuti dai singoli soldati, che ne furono protagonisti. Ricostruzione storica dei due cimiteri della Val Magnaboschi e del Monumento del Sacrario Militare di Asiago.
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Bultrini N. |
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![]() "ADRIAN" la storia e il
mito dell'elmetto della Grande Guerra
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Nell'arco di pochi anni, in tutto il mondo, sono stati prodotti milioni di esemplari dell'elmetto Adrian, concepito dall'omonimo ufficiale francese che, in una corsa contro il tempo, riuscì a escogitare una delle protezioni belliche tra le più diffuse della storia moderna. Prima di quell'elmo, in guerra si andava con copricapo cenciosi, spesso soltanto rappresentativi, se non addirittura d'intralcio, o con ripari paradossalmente più pericolosi. Quell'invenzione rappresentò una rivoluzione nell'abbigliamento difensivo, presto mutuata dagli eserciti di altri Paesi e impiegata per molti anni anche dopo la Grande Guerra. Per foggia e materiali, l'intuizione di Louis Auguste Adrian rappresenta il discrimine tra due modi assolutamente diversi di intendere la guerra e tenere in considerazione la sopravvivenza dei soldati.
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Azzini L. |
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![]() "MINENWERFEN" lanciamine
austriaci da trincea della Grande Guerra
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Le bombarde e il relativo munizionamento impiegati dall'esercito austro-ungarico nella Grande Guerra: testi, immagini e disegni offrono una panoramica esaustiva delle artiglierie a tiro curvo, tornate strategiche con i conflitti di trincea. Impiegate sui campi di battaglia già dal XIV secolo, il loro impiego andò scomparendo con l'avvento delle artiglierie a tiro teso e canna lunga. Ideali per colpire il nemico a breve distanza con effetti devastanti, le bombarde rappresentarono un'arma vincente per devastare trincee, reticolati e obbiettivi addossati alle proprie difese. Limitate cariche di lancio, impiego di potenti munizioni e maneggevolezza erano i punti di forza di queste armi, che non richiedevano manodopera qualificata, ma soltanto volenterosi soldati.
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Guadagnin A. |
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![]() "LA BATTAGLIA DI MONTE FIOR"
5 - 9 giugno 1916
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Pochi metri, persi e riacquistati, dopo un terribile arroccamento sull'altipiano di Asiago. Quattro giorni per ritrovarsi al punto di partenza ma con perdite pesantissime sia tra gli italiani che tra gli austro-ungarici. Quella di Monte Fior, tuttavia, fu una guerra strategicamente importante, poiché significò la ritirata del nemico da uno dei fronti più avanzati. Il "gioco in casa" consentì al nostro esercito di poter contare su forze fresche che erano già a portata di mano. Non così per gli avversari che nella notte tra il 24 e il 25 giugno 1916 lasciarono il campo in un silenzio assoluto e surreale. Alfeo Guadagnin, nato a Bassano del Grappa nel 1965, è nipote e omonimo del noto martire antifascista fucilato a Valdagno nel 1944.
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Sardi L. |
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![]() "1915 MONTI SCARPAZI"
il Trentino nella Grande Guerra
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"Monti Scarpai" è il titolo di una canzone tragica e possente, ma anche poesia d'amore e ode contro la guerra, che più di ogni altra richiama alla memoria la tragedia dei soldati trentini portati, novant'anni fa, a combattere nelle trincee scavate sui Monti Carpazi. Questo libro racconta il dramma del Trentino nel periodo che va dall'agosto del 1914 al 23 maggio del 1915, da Sarajevo all'Italia che dichiara guerra all'Austria - Ungheria. È un racconto che passa attraverso i giornali dell'epoca - "L'Alto Adige", "Il Popolo" di Cesare Battisti "e "Il Trentino" diretto da Alcide Degasperi - testimoni di quelle giornate lontane nel tempo, ma presenti nella nostra memoria.
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Bultrini N. |
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![]() "L'ULTIMO FANTE" la Grande Guerra
sul Carso nelle memorie di Carlo Orelli
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Carlo Orelli è nato a Perugia il 23 dicembre del 1894. Tra i primi soldati a superare il fronte austro-ungarico, è l'ultimo fante italiano a poterlo raccontare. Grazie alle penna di Bultrini, Orelli ha descritto ciò che la sua memoria ha sempre conservato. Con la mente ha lasciato Roma e la Garbatella, dove oggi vive, per tornare sul Carso, dove ha combattuto. Ne esce un diario equilibratissimo, senza ridondanti emozioni, ricco di particolari che di quella guerra trasmettono disumanità e dolore, coraggio e senso del dovere, in molti casi eroismo e martirio. Nicola Bultrini è nato nel 1965 a Civitanova Marche. Vive a Roma dove lavora come avvocato. Da alcuni anni si dedica allo studio degli eventi della prima guerra mondiale, con particolare riferimento alla guerra di trincea. È anche narratore e poeta. "Quando la nostra artiglieria bombardava le posizioni nemiche, spesso alla fine gli austriaci si arrendevano. Perché in fondo erano uomini come noi e non bestie come volevano farci credere»
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Magnifici A. |
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![]() "VITA DI TRINCEA"
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...Ti faccio sapere quello che ho sofferto questi due mesi che non ho visti in tempo della mia vita... Soldati disperati, preda di paure, attese angoscianti, visioni terrificanti; giovani militari miracolosamente scampati eppure annientati. Vivevano tra pidocchi e cascami, dormivano tra i topi e sopravvivevano di ranci improbabili, talvolta sognavano a occhi aperti fissando un cielo stellato, pensando al giorno in cui le risposte sarebbero arrivate. Assieme al sonno, la scrittura era il dialogo con la salvezza: ecco perché tutti, compresi gli analfabeti, si aggrapparono disperatamente alle parole. Scrivere a casa, dunque, ma anche scrivere per il solo piacere di farlo, per ordinare e calmare il pensiero, perennemente attratto dalla paura di non tornare più indietro una volta iniziata la corsa nella terra di nessuno.
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Lablanca N. |
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![]() "CAPORETTO" storia di
una disfatta
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24 ottobre 1917, sul fronte dell’Isonzo, una massiccia offensiva austro-tedesca travolse le linee italiane nei pressi di Caporetto. Fu una disfatta totale, il Paese fu attraversato da un ondata di sgomento e l’intera strategia militare fu messa sotto accusa. Caporetto, divenuto sinonimo di disfatta nel linguaggio comune, fu il punto di svolta della partecipazione dell’Italia al primo conflitto mondiale. Indagare le ragioni di questo evento significa riesaminare non soltanto fasi e caratteristiche di quel nodo ineludibile della Grande Guerra che è rimasto impresso nella memoria di tutti. Questo libro analizza le ripercussioni politiche della battaglia, le polemiche che ne seguirono, la memoria e il mito che attorno alla disfatta di Caporetto si sono intrecciati nel corso degli ottant’anni di storia che ci separano da quel tragico ottobre del 1917. Un volume che contribuisce a delineare il panorama del Novecento con uno dei suoi avvenimenti più inquietanti per la storia italiana. Si presenta riccamente illustrato, poiché l’immagine è parte integrante della narrazione e della documentazione storica.
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Dumler H. |
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![]() "DAL TONALE AL MONTE
PASUBIO" vol. 1°
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camminando sul Sentiero della Pace verso le Dolomiti:dal Tonale al Pasubio Il "Sentiero della Pace" è il più lungo e più importante itine-rario storico italiano. Si svolge più o meno parallelamente alla linea del fronte italo-austriaco della prima guerra mondiale da ovest ad est, dallo Stelvio alla Marmolada; in pratica inizia però al Passo del Tonale. Questo primo volume descrive in 15 tappe il tragitto che attraversa in alto la Presanella e l'Adamello e scende poi alle solitarie Valli Giudicarie, per risalire quindi ai monti stupendi del Garda. Passando per Rovereto tocca il suo museo della Grande Guerra, il più importante d'Italia, e le singolari orme dei dinosauri, per raggiungere il gruppo alpinistico di Cima Carega ed il Pasubio, una delle montagne più contese nell'epica lotta cruenta. Lungo il percorso si ritrovano i resti dell'immane conflitto; per capire le connessioni e le strategie, i testi fanno rivivere le vicende belliche e gli episodi salienti collegati alle località. Schizzi e foto illustrano le descrizioni. Il secondo volume contiene l'itinerario dal Pasubio alla Marmolada, con prosecuzione su sentieri di guerra ai teatri di combattimenti e di mine sul Col di Lana, sul Lagazuòi, sulle Tofane; infine dal fronte di Cortina d'Ampezzo il percorso conduce al Monte Piana ed alle Dolomiti di Sesto.
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Dumler H. |
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![]() "DAL MONTE PASUBIO
ALLE DOLOMITI DI SESTO" vol. 2°
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camminando sul Sentiero della Pace verso le Dolomiti:dal Pasubio alle Dolomiti di Sesto Il "Sentiero della Pace" è il più lungo e più importante itine-rario storico italiano. Si svolge più o meno parallelamente alla linea del fronte italo-austriaco della prima guerra mondiale da ovest ad est, dallo Stelvio alla Marmolada; in pratica inizia però al Passo del Tonale. Questo primo volume descrive in 15 tappe il tragitto che attraversa in alto la Presanella e l'Adamello e scende poi alle solitarie Valli Giudicarie, per risalire quindi ai monti stupendi del Garda. Passando per Rovereto tocca il suo museo della Grande Guerra, il più importante d'Italia, e le singolari orme dei dinosauri, per raggiungere il gruppo alpinistico di Cima Carega ed il Pasubio, una delle montagne più contese nell'epica lotta cruenta. Lungo il percorso si ritrovano i resti dell'immane conflitto; per capire le connessioni e le strategie, i testi fanno rivivere le vicende belliche e gli episodi salienti collegati alle località. Schizzi e foto illustrano le descrizioni. Il secondo volume contiene l'itinerario dal Pasubio alla Marmolada, con prosecuzione su sentieri di guerra ai teatri di combattimenti e di mine sul Col di Lana, sul Lagazuòi, sulle Tofane; infine dal fronte di Cortina d'Ampezzo il percorso conduce al Monte Piana ed alle Dolomiti di Sesto.
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Pluviano M.
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Guerrini I.
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![]() "LE FUCILAZIONI SOMMARIE NELLA PRIMA
GUERRA MONDIALE" |
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De Marco C. |
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![]() "IL MITO DEGLI ALPINI" |
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AA.VV. |
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![]() "UNA TRINCEA CHIAMATA DOLOMITI"
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1915-1917 una guerra, due trincee
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Giacomel P.
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Zardi M.
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"LA GRANDE GUERRA ALLE CINQUE TORRI"
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guida illustrata alle postazioni con fotografie e documenti originali La guida è un aiuto per il visitatore che vuole conoscere i fatti accaduti alle Cinque Torri tra il 1915 e il1917: per conoscere fatti e personaggi che segnarono queste montagne incantevoli.
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Volpato P. |
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![]() "L'ORTIGARA IL 25 GIUGNO 1917"
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nel racconto degli ufficiali di prima linea
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Gabrielli M |
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![]() "RICORDI DI GUERRA"
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l'attacco con i gas sul San Michele e la riconquista delle trincee
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AA.VV. |
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![]() "DIARI DI GUERRA SULLA MARMOLADA
E SUL COL DI LANA" |
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Favetti G. |
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![]() "L'ESERCITO DELLA MORTE"
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dall'Africa al Carso. Il diario di un volontario irredento
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Urli I. |
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![]() "BAMBINI NELLA GRANDE GUERRA" |
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Seccia G. |
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![]() "MONTE ZEBIO" dalla Strafexpedition
alla vittoria finale 1916-1918
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Attorno al Monte Zebio e agli immediati contrafforti di Monte Mosciagh e Monte Tondo si combatté ininterrottamente da maggio 1916 a ottobre 1917. Sull'Altipiano di Asiago la Grande Guerra si articolò in una lunga battaglia parallela che vide l'esercito italiano subire pesantemente la Strafexpedition lanciata dagli austro-ungarici il 16 maggio del 1916. L'offensiva costrinse l'esercito a retrocedere fino a ripiegare al margine meridionale dell'Altipiano. Con la nuova linea di difesa invernale, gli imperiali fecero di Monte Zebio il loro caposaldo: una fortezza naturale inutilmente assediata anche dalle brigate Sassari, Milano, Perugia, e dai reggimenti bersaglieri 5°, 9° e 14°. Il campo di battaglia accolse ogni sperimentazione bellica, oltre alle convenzionali bombarde e ai grossi calibri di artiglieria: ai lacrimogeni e ai lanciafiamme furono affiancati i terribili gas asfissianti, mentre in cielo non mancarono i duelli aerei, così come nel sottosuolo, solcato dalle gallerie da mina. Giorno per giorno ecco la cronaca degli avvenimenti, fondata sui diari storici delle unità presenti e rintracciati negli archivi militari e sulla memorialistica di chi vi combatté, come lo scrittore Emilio Lussu, il martire libertario Don Minzoni e Attilio Teruzzi, presto capo della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Trovano spazio vicende poco note come la momentanea conquista della "quota insanguinata" (q. 1706), la prematura e sospetta deflagrazione della mina italiana sotto quota 1673 e il "fuoco amico" scatenatosi sui battaglioni della Sassari nell'imminenza dell'attacco decisivo.
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Di Brazzano O. |
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![]() "CAPORETTO"
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i luoghi della Grande Guerra sull'Isonzo raccontano la XII Battaglia Una guida ai luoghi della grande disfatta, portando il lettore a ricostruire realisticamente le battaglie isontine, nel tentativo di farne comprendere cause e dinamiche, partendo da una visione per così dire geografica. Sui più sanguinosi combattimenti della Grande Guerra l'autore fa luce con gli strumenti della ricerca sul campo, associata allo studio delle fonti ufficiali e diaristiche. Uno strumento che integra e rafforza verità acquisite, ricorrendo a un approccio orientativo che offre al lettore la fisicità del percorso e la percezione di una "trama" legata imprescindibilmente al movimento burrascoso degli eventi.
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Folisi E. |
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![]() "1917 ANNO TERRIBILE"
i soldati, la gente: reportage fotografici e cinematografici italiani e
austro-tedeschi
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Nell'ottobre 2007 si è commemorato il novantesimo anniversario della 'rotta di Caporetto': per i soldati italiani e austro-tedeschi e per la popolazione friulana fu un evento determinante che cambiò le modalità del conflitto, la società e l'economia del Friuli. Furono giorni che misero a nudo tutte le carenze dello Stato maggiore italiano, l'arroganza dei momentanei vincitori austro-tedeschi e la giustificata paura delle genti friulane. Una parte consistente della popolazione cercò scampo nella fuga, un vero e proprio esodo, e coloro che rimasero dovettero subire vessazioni, violenze e saccheggi che si protrassero per interminabili giorni. La pubblicazione si propone di testimoniare quella realtà attraverso un percorso, frutto di una ricerca decennale, di immagini fotografiche e documenti provenienti dalle principali riviste italiane e austro-tedesche e da album privati, e di costituire un contenitore culturale divulgativo e didattico per fare piena luce sui rapporti intercorsi tra soldati italiani, austro-tedeschi e popolazione friulana e veneta nei giorni di Caporetto.
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Fantelli U. |
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![]() "RITORNO AL FRONTE" |
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Fantelli U. |
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![]() "SI PARTECIPA PER NOTIZIA E SOLLECITA
PUBBLICAZIONE AI SIGNORI PREPOSTI COMUNALI E CURATORI D'ANIME" 1914-1915
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PARTE PRIMA: raccolta, selezione e commento delle principali circolari e ordinanze governative emesse dal Capitanato distrettuale di Cles (TN) e da altri enti pubblici durante la prima guerra mondiale (1914-1918)
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Turrini F. |
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![]() "PEJO 1914 - 1918"
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la guerra sulla porta
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Galbiati M. |
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![]() "STORIA FOTOGRAFICA DELLA GRANDE
GUERRA" cofanetto 5 volumi
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Dall’attentato di Sarajevo al IV Novembre, la storia della Grande Guerra anno per anno in cinque volumi. Oltre mille pagine con più di 900 fotografie per raccontare il conflitto sui fronti italiani ed europei.
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anziché 82,50
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1:125.000 |
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![]() "GRANDE GUERRA" siti storici
in Friuli Venezia Giulia (carta) |
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Rigoni Stern M. |
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![]() "STORIE DALL'ALTIPANO"
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Il volume presenta in due sezioni l'intera opera di Mario Rigoni Stern. La prima sezione contiene i "Romanzi" e la seconda sezione contiene i "Racconti". Inoltre il testo offre: una Cronologia; Note all'edizione; Notizie sui testi e una bibliografia. Con un saggio introduttivo di Eraldo Affinati.
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Schachinger W. |
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![]() "I BOSNIACI SUL FRONTE ITALIANO"1915-1918
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Un'aura particolare, ancor oggi viva in virtù della tradizione orale, circonda l'unicità dei combattenti bosniaci inquadrati in reggimenti austro-ungarici dopo l'acquisizione della Bosnia-Erzegovina da parte della monarchia danubiana. Al di là degli elementi "leggendari" e di colore, i Bosniaken, divenuti in breve tempo unità d'élite del multietnico esercito che servirono con ineguagliata lealtà e devozione, si segnalarono per il loro ardimento e per la rara tenacia dimostrata nelle circostanze più difficili e per le gesta compiute sul fronte italiano nel primo conflitto mondiale, distinguendosi in special modo nella guerra di montagna. Questo volume fornisce un apporto inedito alla conoscenza di questi reggimenti - etnicamente i più coesi della k.u.k. Armee - che combatterono nella fase crepuscolare della monarchia bicipite.
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Berti A.
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Sala G.
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![]() "GUERRA PER CRODE"
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Nella narrazione tanto avvincente quanto documentata del loro comandante, rivive l'epica impresa degli alpini di Cima Undici, i "mascabroni" del capitano Sala, che, con un assalto di sorpresa, riuscirono a conquistare il Passo della Sentinella, e ad affacciarsi così sulla sottostante Val Pusteria. Un'impresa temeraria soprattutto dal punto di vista alpinistico, risultato dell'occupazione, in pieno inverno, delle ghiacciate forcelle di Cima Undici, dalle quali infine gli alpini si precipitarono sul sottostante passo. Proprio il carattere alpinistico della vicenda richiese un libro a più mani: ad affiancare la ricostruzione militare di Giovanni Sala ecco dunque la preziosa descrizione delle vie percorse dagli alpini - e di tante altre del gruppo Popera - ad opera di Antonio Berti, il grande alpinista autore di tante guide del C.A.I.. Il volume è corredato da un imponente apparato fotografico, che illustra e chiarisce le relazioni delle ascensioni, e ridà volto e figura agli umili eroi di quelle vicende di una guerra ormai lontana.
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Zandonella Callegher I. |
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![]() "LA VALANGA DI SELVAPIANA"
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la Grande Guerra: l'eroismo degli Alpini nelle Dolomiti del Comelico La "Strada degli Alpini" è una delle più belle vie ferrate dell'intero arco alpino e corre lungo il gruppo dolomitico del Popèra, nel Comèlico Superiore, in provincia di Belluno. Ancora oggi percorrerla significa percorrere con la memoria una delle pagine più importanti della prima guerra mondiale, quando lungo il Popèra si snodava il confine fra Italia e Austria. Italo Zandonella Callagher descrive un episodio dell'inverno 1916-1917, quando una valanga travolse più di quaranta riservisti impegnati a rifornire l'avamposto incaricato di conquistare il Passo della Sentinella. Il Passo, alla fine, fu conquistato ma all'inizio del 1917 incominciò il cedimento del fronte italiano che verrà spazzato via dalla grande offensiva austriaca nell'ottobre del 1917. Ma l'episodio della valanga per l'autore è semplicemente lo spunto per raccontare un pezzo di prima guerra mondiale combattuta dagli alpini, italiani e austriaci, di scalate effettuate con mezzi oggi impensabili e con la necessità di portare con sé pezzi di artiglieria pesante, rotoli di cavi telefonici per garantire i collegamenti, e approvvigionamenti per sopravvivere mesi in solitudine.
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Seccia G. |
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![]() "LA GUERRA TRA I DUE FIUMI"
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la Campagna di Mesopotamia e la nascita dell'Iraq 1914-1918 Mentre in Europa la Grande Guerra sterminava migliaia di soldati asserragliati in trincea, dalla parte opposta del Mediterraneo, dal 1914 al 1918, veniva scritta una pagina di storia altrettanto cruenta e dolorosa, destinata a cambiare la geografia e a cancellare per sempre una civiltà tanto antica come quella mesopotamica. L'ingresso dell'Impero Ottomano a fianco degli Imperi Centrali e la minaccia alle comunicazioni britanniche con l'India e l'Oriente scatenarono un conflitto tra inglesi e turchi passato alla storia come la Campagna di Mesopotamia. Una guerra di movimento scandita dalle continue incursioni dell'esercito di Sua Maestà, impegnato nell'annientamento di una forza militare che, a dispetto dell'evidente inferiorità di mezzi, attinse a coraggio e disperazione per contenere il dilagare delle truppe. Fu allora che le parti si invertirono, con smacchi che toccarono l'apice nell'assedio di Kut-el-Amara. Il 30 ottobre del 1918 l'Armistizio di Moudros mise fine alla guerra tra i due fiumi, ma innescò in tutta la sua drammaticità la questione mediorientale. Di lì a poco dalla Mesopotamia nacque l'Iraq, il petrolio divenne l'unità di misura della ricchezza mondiale e l'Impero Ottomano si ridusse a una traccia geografica confinata sui libri di storia.
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Volpato P. |
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![]() "ASOLONE, MONTE DI FUOCO"
alpini, fanti e arditi nell'anno della vittoria
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Nel settore dell’Asolone si concentrò la maggior parte dei combattimenti nell’ultimo anno di guerra sul Grappa, dalla provvidenziale battaglia di arresto del novembre 1917 alla difficile e dolorosa lotta per la vittoria finale. Il meglio delle truppe italiane e austriache si affrontò sulle quote di questo colle rotondeggiante: per i nostri soldati si tratto di una difesa estrema della Patria, mentre gli austro-ungheresi si giocarono lo spunto per dilagare nella pianura veneta. Per i due eserciti fu un anno terribile, trascorso conquistando e perdendo i pochi metri tra una trincea e l’altra. Oggi sul Monte Asolone una croce ricorda e unisce i due eserciti nel segno di un sacrificio enorme di vite umane.
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Fabi L.
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Todero R.
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![]() "TRE
GIORNI SUGLI ALTIPIANI" Itinerari trentini della Grande Guerra
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Tre giorni almeno sufli Altipiani trentini, alla ricerca della storia e dei segni del conflitto che, oltre ottant'anni fa, si combatté in questi luoghi tra soldati italiani e austro-ungarici. Questo libro vuole essere una breve guida per meglio comprendere lo svolgimento di un evento storico che proprio sui territori una volta di confine tra il Regno d'Italia e lÕImpero asburgico pose alcuni dei suoi più evidenti segni: la linea contrapposta dei forti austriaci e italiani, oggi residui semidistrutti più o meno integrati nel paesaggio, ieri temute "corazzate di cemento" pronte a fronteggiarsi e combattersi senza esclusione di colpi. Dal Forte Belvedere-Werk Gschwent al Verle, dal Vezzena al Luserna, dal Cherle al Campomolon, gli itinerari si snodano tra monti e valli, tra osservatori e casermette, in scenari di rara suggestione.
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| Mantini M. |
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![]() "VIAGGIARE NELLA STORIA" Dall'Adriatico al Passo di Monte Croce
Carnico
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Guida ai luoghi e ai percorsi della Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia Tra il maggio 1915 e l'ottobre 1917 il territorio oggi compreso nella regione Friuli Venezia-Giulia e nelle limitrofe Austria e Slovenia divenne terreno di scontro tra gli eserciti italiano ed austro-ungarico che vi si affrontarono per ventinove lunghi mesi. Le Alpi Giulie e Carniche ma soprattutto il Carso assistettero a dodici cruente battaglie, mentre la zona di pianura si trasformò nella grande retrovia al servizio delle armate italiane. Il conflitto trasformò il paesaggio a tal punto che le tracce del suo passaggio sono ancora numerose così come cippi, monumenti, ossari e cimiteri rappresentano altrettanti segni della memoria, costituendo con i primi un unico, vastissimo, museo all'aperto. Questa guida offre lo spunto all'ospite del Friuli Venezia-Giulia per visitare questo particolare museo e ripercorrere quei luoghi diventati patrimonio comune della Storia europea
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| Juren M. |
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![]() "NAD LOGEM LA COLLINA FRA DUE MONDI"
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Storia e itinerari Tra il Vallone di Gorizia e il Carso di Comeno Nad Logem, Brestovec - Olmetto, Devetaki, Golicÿevnik -Monte Pelato, Rubbia, Gabria, sono nomi che ricorrono spesso nella memorialistica legata alle battaglie della Grande Guerra combattute sul fronte del Carso tra il 1916 ed il 1917. Quasi cento anni fa, avvicinarsi a queste località e colline, alla testata settentrionale del Vallone di Gorizia, significava, a seconda della direzione, avvicinarsi al temuto fronte del Carso di Comeno o, con sollievo, allontanarsi da quella superficie lunare di roccia e doline, dove la vita sembrava appesa ad un esile filo. Per ritrovare quest'area basta scendere da Gorizia verso Trieste, lungo l'odierna statale n. 55, ed oltrepassare il ponte sul fiume Vipacco presso Gabria. Il testo di Mitja Juren ci guida attraverso la storia dei protagonisti di questo angolo di Carso, meritevole di riscoperta e maggiore valorizzazione.
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Petracchi G. |
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![]() "AL
TEMPO CHE BERTA FILAVA"
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alleati e patrioti sulla Linea Gotica 1943-1945
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1:100.000 |
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![]() "LE BATTAGLIE DELLA
LINEA GOTICA 1944-45"
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il più grande evento bellico della seconda guerra mondiale in Italia: musei, luoghi e date dei combattimenti
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1:600.000 |
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![]() "ITALIA 1940-45"
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seconda guerra mondiale: operazioni militari italiane 1940-42, campagna d'Italia dal 1943
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